Un’insegnante racconta la sua esperienza alla prova orale del concorso 2023/2024
In questa intervista, un’insegnante, che preferisce rimanere anonima, racconta la sua esperienza al concorso ordinario 2023/2024, soffermandosi sulla preparazione, sulle difficoltà affrontate e sulle modalità di svolgimento delle prove sostenute.
La docente, pur essendo stata promossa allo scritto con un buon punteggio, non ha superato la prova orale. La sua testimonianza offre spunti di riflessione sulla natura del concorso, sulle modalità di valutazione e sulle aspettative dei candidati.
L’esperienza condivisa dall’insegnante evidenzia la complessità e l’incertezza del concorso ordinario, sottolineando l’importanza non soltanto di una preparazione accurata, ma anche di una gestione psicologica adeguata.
L’intervista offre spunti di riflessione sul ruolo dei commissari, sulla necessità di valorizzare le diverse metodologie didattiche e sull’importanza di tutelare il benessere psicofisico dei candidati.
Che cosa ti ha spinto a intraprendere questa carriera? Quali erano le tue aspirazioni e i tuoi obiettivi?
Per me la scuola è stata fondamentale. Provengo da una famiglia molto umile e per me lo studio è stata l’opportunità della mia vita. Sono la prima laureata della mia famiglia, per capirci, ma è stato un percorso naturale: l’istruzione, la ricerca e lo studio sono il mio mondo. Quando ero a scuola e poi all’università, aprivo i libri, ascoltavo la lezione, e sentivo che ero nel mio ambiente.
Al liceo ero molto attiva in diverse attività, infatti sono rimasta in contatto con le mie professoresse. All’università tuttavia non ho mai pensato di insegnare, finché non ho iniziato a impartire ripetizioni a studenti e studentesse, molti di questi con Dsa e Bes. Così ho capito che l’insegnamento, soprattutto in contesti più difficili e complicati, era la mia strada, mi piaceva. Dopo la laurea, in piena pandemia, ho iniziato a lavorare nell’ambito dell’Italiano L2/LS. Poco dopo ho preso servizio come supplente nelle scuole secondarie di primo grado, e ho deciso che avrei tentato il concorso perché ho capito che, nonostante la scuola non fosse rose e fiori, l’amore per questo lavoro vinceva su tutte le difficoltà. Devo dire però che la difficoltà del concorso e la vita da supplente mi hanno messo a dura prova, così ho deciso di affiancare una carriera totalmente diversa che porto avanti in parallelo.
Comunque, mentre lavoravo, ho studiato per il concorso che si è svolto due anni dopo ad aprile 2022, e che però non ho superato per la difficoltà a conciliare le due cose.
Come ti sei preparata per la prova scritta? Che strategie e materiali hai utilizzato? Hai incontrato particolari difficoltà durante la preparazione? Che risultato hai ottenuto?
Per questo concorso [2023/2024, n.d.r.] ho studiato su una bibliografia più ragionata e che sentivo più vicina al mio modo di essere, seguendo la bibliografia consigliata da FuoriClasse e da ex colleghi universitari che stavano preparando il concorso come me. Ho usato anche un classico “manuale da concorso” per un ripasso ulteriore. Da settembre lavoro come insegnante presso un ente privato e, di nuovo, la difficoltà a studiare e lavorare ha inciso profondamente sul risultato. Sono riuscita a passare comunque lo scritto con 76/100.
Come ti sei preparata per la prova orale? Hai seguito un percorso specifico? Hai fatto simulazioni o esercitazioni?
Per la prova orale ho seguito esclusivamente il metodo “FuoriClasse”, studiando sul libro “Diventare insegnante” con cui mi sono esercitata. È un corso completo e che non ha niente da invidiare ad altri corsi che alcuni miei conoscenti hanno pagato centinaia di euro. Mi sono esercitata con una sola traccia, anche perché contemporaneamente ho ripassato il vastissimo programma della mia classe di concorso. Sapevo di non essere preparata al 100% sulla parte disciplinare. Comunque, ero estremamente sicura di me quando ho intrapreso il viaggio in macchina di due ore per sostenere la prova orale, soprattutto perché la mia lezione simulata mi piaceva.
Quale traccia hai estratto per la prova orale? Come l’hai affrontata e come ha strutturato la tua lezione simulata? Quali dubbi hai avuto e quali difficoltà hai incontrato?
La traccia che ho estratto è stata “Il barocco”, per una classe IV di un Istituto Tecnico. Una traccia che, a mio avviso, si prestava bene per un’Uda, più che per una lezione. Dopo un breve confronto telefonico con alcune persone di fiducia che mi hanno incoraggiata, ho modificato lo scheletro del mio Canva senza particolari indugi. Mi sentivo abbastanza sicura, anche se l’argomento a scuola in genere si affronta superficialmente, infatti io stessa non l’avevo mai studiato al liceo né all’università.
La mia lezione simulata prevedeva la slide-organizzatore, la descrizione del contesto, prerequisiti e obiettivi, la verifica dei requisiti e due attività didattiche: la prima incentrata sulla letteratura italiana barocca, la seconda su Galileo Galilei, che sapevo non esser parte del canone ma che ho scelto di inserire volendo valorizzare l’indirizzo cui la lezione era rivolta. Al termine avevo previsto autovalutazione e verifica sommativa, oltre al compito di realtà (un podcast sulla libertà di opinione).
Come hai trovato l’atteggiamento dei commissari durante la prova orale? Ti sei sentita a tuo agio o intimidita?
I membri della commissione erano completamente disinteressati alla mia esposizione: guardavano il telefono, commentavano a bassa voce correggendo, non mi guardavano in faccia. Non sono entrati in relazione con me e questo mi ha messo a disagio. Mi sono sentita un numero e basta.

Insegnante sostiene la prova orale – immagine generata con Adobe Firefly
Quali sono state le tue prime impressioni durante la prova orale? Hai avuto l’impressione di aver superato la prova?
Mentre illustravo la lezione simulata ero ottimista perché il lavoro che avevo costruito in quelle 10 ore di tempo mi piaceva. Filava liscio, mi soddisfaceva perché non c’erano forzature di alcun tipo per collegare le attività, inoltre era ricco di normativa.
Hai voglia di descrivere in dettaglio lo svolgimento della tua prova orale? Quali sono stati i tuoi punti di forza e di debolezza? Da cosa pensi siano dipesi?
La commissione ha rifiutato le slide-organizzatore che avevo stampato per permettere loro di seguire meglio il mio discorso. Come ho detto, i membri guardavano il cellulare e parlavano tra di loro a bassa voce, solo la presidente ha dimostrato un vago interesse all’inizio della prova. Mi sono sentita ignorata e, sinceramente, presa in giro. Non mandavano feedback né segnali di interesse, così mi sono concentrata sull’esposizione delle slide. Non hanno reagito nemmeno quando ho spiegato i principi dello Universal design for learning. Era come se fossi invisibile.
Hanno parlato solo per contestare l’attività didattica che avevo scelto di svolgere: durante l’esposizione della seconda attività, che prevedeva la realizzazione di un podcast sulla libertà di opinione a partire dall’abiura di Galileo, mi hanno contestato sostenendo che non c’entrasse col Barocco. Ho replicato che l’attività sulla letteratura barocca l’avevo già illustrata. Loro, dicevano, avevano perso il filo del discorso e non riuscivano a seguirmi. Ho dovuto ripetere la prima attività, ma mi hanno contestato nuovamente, sostenendo che non avevo capito la traccia, che mi sarei dovuta concentrare solo su autori e testi “classici” del periodo senza divagare. Non ho replicato ulteriormente perché avevo percepito una profonda chiusura. Ma mi sono chiesta dov’è la libertà d’insegnamento e a cosa serve specificare l’istituto se poi nella lezione simulata non conta nulla.
Quando mi hanno letto la domanda disciplinare (specificando diverse volte di andare dritta al punto) mi sono bloccata: successivamente ho pensato che se il clima fosse stato diverso io forse non avrei fatto “scena muta”, perché la risposta la sapevo, considerato che era stata in parte oggetto della mia tesi di laurea magistrale.
Reagire male all’atteggiamento della commissione è stato un punto di debolezza. Avrei dovuto proseguire sulla mia strada e passare oltre, ma non ci sono riuscita. Aver reagito bene alla traccia è stato sicuramente un punto di forza che non mi aspettavo. Pensavo che non sarei riuscita in così poco tempo a costruire una lezione simulata, perché sono una persona molto riflessiva e a volte dispersiva. In questo caso, invece, credo di aver fatto un buon lavoro.
Se potessi tornare indietro, cosa faresti di diverso? Hai ricevuto qualche feedback dai commissari al termine della prova orale? Se sì, cosa ti hanno detto?
La commissione è rimasta positivamente colpita dal mio livello di Inglese perché lo uso tutti i giorni al lavoro, insegnando Italiano L2. A parte questo no, non ho ricevuto nessun feedback e questo ha inciso anche sul risultato della prova.
Tornando indietro rifarei le stesse scelte didattiche, anche perché raccontando la vicenda ho scoperto che i candidati che nel 2020 hanno estratto la mia stessa traccia hanno fatto le mie scelte contenutistiche. Forse, come ho già detto, cercherei di rispondere meglio alla domanda disciplinare, ma mi rendo conto che non ho scelto di non rispondere. Mi sono bloccata
Cosa, secondo te, ha determinato il mancato superamento della prova orale? Ci sono stati aspetti che avresti potuto gestire meglio?
Ripassando in maniera più approfondita il programma avrei forse avuto un esito positivo perché mi sarei sentita più sicura di me. L’organizzazione è tutto, per i programmi vasti come il nostro. Io ci ho provato, ma evidentemente devo impegnarmi di più. Anche se continuo a chiedermi quanto l’esito della prova non dipenda dall’incrocio di troppi fattori casuali (la commissione, la traccia, la domanda) e se questi fattori possano essere così determinanti per capire se una persona sarà o no una / un buon docente. Per esempio, la candidata prima di me ha pescato, come domanda disciplinare, “il periodo ipotetico” che per me sarebbe stata una passeggiata visto che lo spiego periodicamente ai miei studenti non italofoni.
Cosa intendi fare adesso? Ripeterai il concorso o ti orienterai verso altri percorsi professionali?
Sicuramente voglio provare i concorsi per insegnare finché i miei 24 cfu me lo permetteranno. Quando non saranno più requisito sufficiente, non so se proseguirò perché il corso universitario per il completamento dei crediti ha un costo notevole, che per me rappresenta un vero sacrificio considerato il costo della vita e lo stipendio che, invece, resta sempre lo stesso.
Quali consigli daresti a chi si prepara a sostenere la prova orale del concorso per insegnare?
Di affidarsi al metodo FuoriClasse perché è ottimo. Di non perdersi d’animo e di non scoraggiarsi se la commissione non dà feedback. E di non rinunciare alla propria vita personale per studiare (come ho fatto io) perché il benessere psicologico deve venire prima di ogni cosa.