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Perché l’Unità “Didattica” di Apprendimento non esiste

Irene Gualdo, fondatrice di FuoriClasse, nel suo studio mentre progetta contenuti formativi per il concorso docenti e l'anno di formazione e di prova.

Unità Didattica di Apprendimento o Unità di Apprendimento?

C’è un’espressione che, come la shakespeariana ombra di Banquo, aleggia tra i corridoi delle scuole, nei gruppi di studio per il concorso docenti e persino in alcuni manuali meno aggiornati. Un’espressione che rischia di diventare un pericoloso lasciapassare per l’impreparazione durante la prova orale del concorso docenti: “Unità Didattica di Apprendimento”.

In questo articolo vediamo insieme perché questa espressione è un ossimoro, un mostro mitologico che tenta di fondere tra loro due creature profondamente diverse.

Due mondi a confronto: la differenza tra Unità Didattica e Unità di Apprendimento

Per capire perché non possiamo l’acronimo UdA non può essere sciolto come “Unità Didattica di Apprendimento”, ripassiamo un po’ di teoria: l’Unità Didattica (UD) e l’Unità di Apprendimento (UdA) rappresentano due visioni contrapposte del fare scuola:

Caratteristica Unità Didattica (UD) Unità di Apprendimento (UdA)
Lo Studente Recipiente passivo da riempire Protagonista attivo del suo sapere
Punto di partenza Il programma della disciplina Il bisogno formativo e la competenza
Focus L’insegnante e la materia La/o studente/studentessa e il processo
Obiettivo Conoscenze e abilità disciplinari Competenze
Struttura Lineare e definita “a priori” Reticolare e flessibile
Valutazione Sommativa (voto sul contenuto) Autentica (processo e prodotto)
Strumento Lezione trasmissiva Laboratori e compito di realtà
Comprendere la differenza tra UD e UdA è il pilastro fondamentale per una progettazione per competenze che risulti efficace e convincente durante la prova del concorso docenti. Mentre l’Unità Didattica (UD) si configura come un modello d’istruzione tradizionale e cattedratico, centrato sulla figura dell’insegnante e sulla mera trasmissione di conoscenze e abilità disciplinari, l’Unità di Apprendimento (UdA) pone la/o studente/studentessa al centro di un processo formativo dinamico e reticolare, dove l’obiettivo non è più il “travaso” delle nozioni, ma lo sviluppo di competenze autentiche, anche attraverso attività laboratoriali e compiti di realtà.
Passare dalla logica del programma a quella dell’apprendimento significa trasformare la lezione in un’esperienza flessibile e inclusiva, garantendo una valutazione che non sia solo punitiva, ma formativa e orientata al successo di ogni alunno.

L’ossimoro che tradisce: perché “Unità Didattica di Apprendimento” è un errore concettuale

L’errore nasce spesso da una sorta di inerzia linguistica. Si pensa che aggiungere “didattica” renda il termine più professionale, ma è l’esatto opposto.

L’aggettivo “didattica” (dal greco didàskein) si riferisce intrinsecamente all’atto di insegnare, dunque alla figura del/la docente. Il sostantivo “Apprendimento” riguarda invece l’atto di imparare, il cammino del/la discente. Combinare i due termini significa ignorare la rivoluzione copernicana che ha spostato il centro della scuola dall’insegnante all’alunna/o.

Ermanno Puricelli, uno dei teorici dell’argomento, afferma chiaramente che l’Unità Didattica è riconducibile alla “logica del programma”, mentre l’Unità di Apprendimento risponde alla “logica della competenza”. Parlare di “Unità Didattica di Apprendimento” è, in realtà, una sgrammaticatura pedagogica: un cortocircuito concettuale che segnalerebbe alla commissione una visione ancora acerba e poco lucida della vostra progettazione didattica.

I riferimenti per la vostra bussola professionale

Per chi di voi desidera approfondire e portare in sede d’esame una preparazione solida e inattaccabile, ecco alcune delle fonti che hanno tracciato la rotta della didattica fondata sulle UdA:

Chiedilo a FuoriClasse

Le parole sono gli strumenti del tuo mestiere: usarle con cura è il primo passo per dimostrare alla commissione chi sei veramente. Non lasciare che la confusione su un acronimo metta in ombra la tua preparazione; meriti che la tua competenza brilli senza interferenze.

Se ti senti sommersa/o dalla marea di termini burocratici, sappi che sono qui per aiutarti a riprendere in mano il timone. Con ‘Chiedilo a FuoriClasse’ ho voluto darti un punto di riferimento pratico e veloce per sciogliere quei dubbi che nascono nel vivo dello studio.

Cos’è che ti toglie il sonno in questo momento?

Raccontamelo nei commenti e lo affronteremo insieme.

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About Irene Gualdo

Mi chiamo Irene e sono un’insegnante di materie letterarie e latino. Terminati gli studi all’università ho conseguito l’abilitazione all’insegnamento e, grazie al concorso ordinario del 2016, ho incominciato a insegnare in un liceo di Roma. Dopo l’abilitazione, mi sono specializzata nelle attività didattiche di sostegno e mi sono addottorata in filologia italiana.

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