Boudicca dalla rivolta contro Roma alla Brexit
A Londra, di fronte al palazzo di Westminster e al Big Ben, l’orologio simbolo della città, puoi osservare un monumento insolito. Si tratta di un’imponente statua di bronzo, scolpita dall’artista britannico Thomas Thornycroft nella seconda metà del XIX secolo.
La statua rappresenta un carro trainato da due cavalli che galoppano a briglia sciolta. Sul carro si erge una donna maestosa, armata di lancia, che spalanca vigorosamente le braccia.
È una regina: lo capiamo perché sul capo porta una corona. Accanto a lei, due ragazze si sporgono ai lati del carro, come se volessero guardare meglio la strada che si apre di fronte a loro, che è in parte oscurata dal dorso dei cavalli.
La donna incoronata è Boudicca, regina degli Iceni, e le ragazze al suo fianco sono le sue figlie. Insieme, combatterono coraggiosamente contro i Romani, cercando di conservare l’indipendenza del loro popolo.
Ma facciamo un passo indietro.
Siamo nel 47 d.C. Le milizie romane, guidate dal comandante Giulio Agricola, sono stanziate in Britannia ormai da diversi anni, per l’esattezza dal 43 d.C. La resistenza dei popoli britannici è eroica e difficile da soffocare, ma Roma può contare su un massiccio esercito che, lento ma inesorabile, sta sbaragliando una dopo l’altra le tribù britanniche che osano ribellarsi all’espansione di Roma, mentre stabilisce rapporti di clientela con quelle che accettano di sottomettersi al suo dominio.
La tribù degli Iceni, che occupava le attuali contee di Norfolk e Suffolk, nella parte orientale dell’isola, si oppone strenuamente all’occupazione di Roma. La sua ribellione, avvenuta proprio nel 47 d.C., viene però sedata dal governatore romano della provincia, che concede però al re degli Iceni, Prasutago, di rimanere al comando del suo popolo.
Almeno fino al 60 d.C., anno in cui muore privo di eredi maschi, e decide perciò di lasciare il suo regno in eredità alle due figlie e all’imperatore di Roma, che all’epoca era Nerone. Secondo Tacito, la scelta di Prasutago di rendere Roma erede del suo regno fu influenzata dal desiderio di proteggere la sua famiglia e la sua tribù, sperando di ottenere, con questo gesto, la protezione dei romani. Purtroppo, Prasutago si sbagliava:
“Convinto che con questo atto d’omaggio il suo regno e la sua casa sarebbero stati al sicuro da ogni offesa. Invece avvenne il contrario: il regno fu depredato dai centurioni, la sua casa dagli schiavi, quasi fosse preda di guerra. Per prima cosa, sua moglie Budicca fu colpita con le verghe, le figlie stuprate; i notabili Iceni furono spogliati dei beni avìti, come se i Romani avessero ricevuto in dono l’intera regione e i parenti del re furono trattati come servi”.
(Tacito, Annales 14, 31, trad. di L. Storoni Mazzolani)
La moglie del defunto re, Boudicca, e le sue figlie subiscono da parte di Roma i più gravi soprusi. E non sono le sole: l’intero popolo degli Iceni è vittima di violenze e oltraggi.
Ed è forse proprio per vendicare queste offese che la regina raduna un esercito di circa 120000 persone, uomini e donne. Boudicca si rivelerà, per Roma, una temibile rivale:
“Era di statura imponente, dall’aspetto terribile, di sguardo lampeggiante ferocissimo e di voce glaciale; una gran massa di capelli fulvi le calava sulle spalle; intorno alla sua gola c’era una grossa collana d’oro e indossava una tunica di vari colori con sopra un mantello fermato da una fibbia. Questo era il suo invariabile abbigliamento”.
(Storia Romana 62, 3-6, trad. di A. Stroppa).
Così, tra il 60 e il 61 d.C., l’esercito degli Iceni guidato dalla regina guerriera attacca in primo luogo la città di Camulodunum (Colchester). Questo insediamento aveva infatti un valore simbolico: era il luogo in cui nel 43 d.C., l’allora imperatore Claudio aveva accettato la resa dei re locali. Per questo, la città di Camulodunum era il simbolo culturale dell’occupazione romana in Britannia. Per lanciare un messaggio ai Romani, gli Iceni decapitano la statua di bronzo dell’imperatore esposta nel foro, e incendiano il tempio romano consacrato al culto di Claudio.
Dopo la sconfitta romana a Colchester, Boudicca guida le sue truppe verso Londinium, attuale Londra, dove era collocato il più importante insediamento romano dopo quello di Camulodunum. Gli abitanti romani riescono a fuggire prima che la città venga messa a ferro e fuoco dai Britanni. Un’altra città romana, Verulamium, subisce poco dopo la stessa sorte. Secondo Tacito, le imprese di Boudicca causarono circa 70000 morti, tra romani e abitanti originari della provincia.
Ma Roma sta preparando la controffensiva. Il governatore Svetonio Paolino schiera un esercito di circa 10000 uomini. Sono in minoranza rispetto ai Britanni, perché agli Iceni si sono unite molte altre tribù ostili al dominio di Roma. Eppure, la strategia militare romana è così efficiente da sbaragliare l’esercito britannico.
Svetonio Paolino ha scelto accuratamente il luogo dello scontro decisivo, in modo che sia particolarmente sfavorevole per i ribelli e propizio per il suo esercito: si tratta di una gola circondata da una foresta, dove i Britanni saranno costretti a infrangersi contro le compatte legioni romane.
I Britanni erano talmente sicuri di vincere che condussero anche le proprie famiglie ad assistere all’evento, disponendole su dei carri lungo il campo di battaglia. Con queste parole si racconta che Boudicca abbia esortato i suoi soldati a combattere a costo della vita:
Boudicca, tenendo su un carro, avanti a sé, le figlie, passava in rassegna le varie tribù: non era insolito – ricordava – per i Britanni combattere sotto la guida di una donna; ma lei ora non intendeva, quale discendente da nobili antenati, rifarsi della perdita del regno e delle ricchezze, bensì, come una donna qualunque, vendicare la perdita della libertà, riscattare il proprio corpo fustigato e il pudore violato delle figlie.
Le voglie dei Romani si erano spinte così avanti da non lasciare inviolati i corpi, senza riguardo per la vecchiaia o la verginità. Ma c’erano adesso i numi della giusta vendetta: caduta era la legione che aveva osato dare battaglia; gli altri stavano nascosti negli accampamenti e spiavano il modo di fuggire. E questi Romani, che non avrebbero sopportato il fragore e le grida di tante migliaia di uomini, come potevano reggere all’assalto e alla mischia? Se valutavano il numero degli uomini in campo e le ragioni della guerra, non c’erano dubbi: dovevano, in quella battaglia, o vincere o morire. Questa era la scelta compiuta da una donna: gli uomini tenessero pure alla vita e fossero schiavi.
Non sappiamo con certezza che fine abbia fatto Boudicca dopo la sconfitta. Secondo Tacito, si avvelenò per sottrarsi al potere dei suoi nemici. Secondo Cassio Dione, invece, morì poco dopo a causa di una malattia.
Nel corso dei secoli, l’immagine della regina guerriera ha subìto alterne vicende. Nel Cinquecento, ad esempio, Elisabetta I d’Inghilterra venne paragonata a Boudicca per il suo coraggio e il suo spirito bellicoso.
Naturalmente, Elisabetta aveva ormai un nuovo nemico: l’impero spagnolo al comando di Filippo II. Si racconta che, quando l’invincibile flotta navale spagnola salpò verso le coste britanniche per invadere il Paese, la regina abbia invocato il nome di Boudicca.
Alla morte di Elisabetta, l’ascesa al trono di un uomo, Giacomo I, mette in secondo piano le celebrazioni delle regine guerriere del passato, e il mito di Boudicca resta sopito fino all’incoronazione della regina Vittoria, nel XIX secolo. Boudicca torna allora a simboleggiare l’orgogliosa autonomia della nazione britannica.
Per questo, nel 2017, l’anno in cui il Regno Unito ha deciso di uscire dall’Unione Europea, la leader del partito conservatore che aveva caldeggiato questa decisione, Theresa May, è stata soprannominata “la Boudicca della Brexit”.
Ancora oggi, se vai a Londra, puoi ammirare l’imperiosa bellezza di Boudicca grazie alla statua che si affaccia sulle rive del Tamigi. Inoltre, nel 2003, all’eroina britannica è stato dedicato il film Budica: la regina guerriera.
E tu che cosa pensi della rivolta animata da Boudicca? Se il tuo Paese venisse invaso da una potenza straniera, prenderesti anche tu le armi per difendere la sua indipendenza o piuttosto cercheresti di trovare un compromesso pacifico? Quale personaggio politico di oggi ti ricorda la regina Boudicca?
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