Sindrome da Burnout

Contro la sindrome da burnout: coltiva il tuo giardino interiore

“Esci alla luce delle cose pura, ti sia maestra la Natura.”
William Wordsworth

Ottobre, a Roma, è una seconda primavera. Le giornate sono luminose e la temperatura è mite, rinfrescata da una brezza leggera che scompiglia un po’ i capelli e promette l’arrivo di un autunno più severo.

In giornate come queste, il desiderio di camminare all’aria aperta nasce spontaneo e si diffonde come un allegro contagio. Purtroppo, se siamo alle prese con il lavoro e lo studio, di rado ci concediamo una passeggiata nel parco o una pedalata in bicicletta. Eppure, quale occasione migliore per sperimentare gli effetti benefici che il contatto con la natura ha sul nostro benessere psicofisico e, parallelamente, sulla nostra produttività?

Soltanto assaporare, annusare, guardare un elemento naturale o ascoltare i suoni della natura sollecita una rigenerazione cerebrale in grado di ridurre lo stress e ricaricare le nostre energie fisiche e mentali. Inoltre, gli studi scientifici dimostrano che il contatto della natura aumenta fino al 30% le nostre capacità di apprendimento.

Al contrario, trascorrere la maggior parte del nostro tempo in ambienti chiusi aumenta il rischio di sviluppare disturbi psicofisici di varia entità, tra cui, ovviamente, la depressione.

Ma come fare a coltivare un rapporto quotidiano e fruttuoso con la natura, in un periodo così faticoso, in cui tutte le nostre energie sono impegnate nel lavoro, nella gestione della casa, nell’organizzazione della vita familiare e nello studio?

La risposta è semplice: ricordiamoci di portare un po’ di natura con noi, nella nostra casa. Creiamo intorno a noi un ambiente che stimoli e riattivi tutti i nostri sensi, facendoci sentire avvolti dall’abbraccio della natura.

Vista

Tenere sulla nostra scrivania o sul tavolo su cui lavoriamo una pianta ha un impatto molto potente sulla nostra mente. Le piante incrementano la nostra capacità di concentrazione e, in generale, l’esposizione alla natura incide sulle nostre funzioni cognitive e aumenta la soglia dell’attenzione. Fare una breve pausa per osservare la nostra pianta (oltre a defaticare gli occhi, sempre più esposti alle radiazioni luminose degli schermi) rinfresca la mente, allevia lo stress e aumenta la produttività.

Olfatto

Se scegliamo una pianta aromatica, proviamo ogni tanto a socchiudere gli occhi soffermandoci sul suo profumo. In alternativa, portiamo nella nostra stanza una candela profumata, un mazzo di fiori freschi, un diffusore di oli essenziali. L’aromaterapia è una potente alleata per il nostro benessere psicofisico. La diffusione nell’ambiente di olio essenziale di lavanda, ad esempio, sortisce un effetto ansiolitico e riequilibrante, l’olio essenziale di rosmarino stimola la memoria e aiuta a contrastare la mancanza di iniziativa, gli oli essenziali di agrumi favoriscono la concentrazione.

Udito

Diversi studi hanno dimostrato che immergersi nei suoni della natura incide positivamente sul nostro umore e sulle nostre funzioni cognitive: il suono dell’acqua che scorre e il cinguettio degli uccelli allevia la tensione, il ritmo incessante e ripetitivo della pioggia facilita la lettura focalizzata. Se non abbiamo la fortuna di abitare in un locus amoenus ma siamo vittime più o meno consapevoli dell’inquinamento acustico cittadino (è il mio caso), concediamoci l’ascolto rigenerante di una playlist di suoni naturali, o appendiamo sul nostro balcone o accanto a una finestra una casetta per invitare gli uccellini a tenerci compagnia durante le nostre sessioni di studio.

Gusto

Tieni a portata di mano degli spuntini naturali, come ad esempio un po’ di frutta (fresca o secca), una manciata di semi, un gambo di sedano, e una brocca di acqua naturale aromatizzata con uno spicchio di limone o di arancia o con qualche foglia di menta. Gli effetti sul nostro benessere psicofisico possono essere considerevoli: pinoli, noci brasiliane e di macadamia, ad esempio, sono ricchissimi di magnesio, che contrasta l’affaticamento; semi di girasole, mandorle, nocciole e castagne, fonte di vitamina E, sostengono le attività cerebrali e prevengono il declino cognitivo.

Tatto

I nostri abiti sono quasi una seconda pelle, perciò non dobbiamo sottovalutare l’importanza di utilizzare fibre tessili naturali: indossiamo tessuti anallergici a contatto con la pelle (il cotone, il lino, la seta) e proteggiamoci dai primi freddi avvolgendoci in scialli e sciarpe di morbida lana, indicata soprattutto per chi soffre di problemi legati alla circolazione, di cervicalgia e di reumatismi. Appoggiare i piedi scalzi su un tappeto in fibre naturali come la iuta o la fibra di cocco può contribuire a darci la sensazione di essere in contatto con la natura.

Per sperimentare i vantaggi di ricreare intorno a noi una piccola oasidi benessere, ti propongo un piccolo esercizio: dopo aver seguito questi consigli, osserva le tue sensazione e prova a descrivere in cinque righe i benefici che ne hai tratto. Se vuoi, pubblica le tue parole su Facebook o su Instagram, e ricordati di taggare FuoriClasse!

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About Irene Gualdo

Mi chiamo Irene e sono un’insegnante di materie letterarie e latino. Terminati gli studi all’università ho conseguito l’abilitazione all’insegnamento e, grazie al concorso ordinario del 2016, ho incominciato a insegnare in un liceo di Roma. Dopo l’abilitazione, mi sono specializzata nelle attività didattiche di sostegno e mi sono addottorata in filologia italiana.

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