Il dibattito regolamentato: viaggio nel tempo dalla disputatio al debate
Guida pratica per organizzare un dibattito regolamentato di letteratura latina
Che cos’è un dibattito regolamentato?
Come probabilmente sai già, una delle metodologie didattiche oggi più in voga è quella del debate.
L’Indire la considera addirittura un’“avanguardia educativa”, definizione che mi strappa sempre un mezzo sorriso.
Sappiamo infatti che il dibattito come strumento formativo è tutt’altro che un’avanguardia, anzi.
Affonda le sue radici per lo meno nell’oratoria classica, ed era prassi già molto diffusa nelle scuole di retorica di età imperiale.
Nel Medioevo, insieme alla lectio, era una delle strategie d’insegnamento più comuni.
Prendendo in prestito una metafora propria degli studi di linguistica, potremmo più legittimamente parlare di un “cavallo di ritorno”, ossia di una metodologia tradizionale che è stata poi accolta e adottata con successo in ambito anglosassone, dove il debate è addirittura in alcuni casi materia curricolare, e da lì nuovamente importata nelle scuole italiane.
Per questa ragione, la terminologia che ne descrive la struttura e l’organizzazione è spesso intrisa di anglicismi, impiegati ormai alla stregua di veri e propri termini tecnici.
Alla luce di queste considerazioni, nel tentativo di valorizzare il potenziale espressivo della lingua italiana, eviterò di utilizzare il prestito debate e farò preferibilmente ricorso all’italiano dibattito (aggiungendo semmai, a scanso di equivoci, regolamentato), che ha lo stesso identico significato del suo traducente inglese.
O, in alternativa, parlerò di disputatio, visto che mi soffermerò sulla sua applicazione alla didattica della letteratura latina.
Altrettanto tenterò di fare con tutta la terminologia tecnica, non certo per ragioni di campanilismo, ma per non rinunciare immotivatamente a usare la mia lingua o quella che negli anni è diventata il mio mestiere.
Come organizzare un dibattito
Come sai, nel contesto educativo per dibattito intendiamo un confronto di opinioni regolamentato, che vede fronteggiarsi due squadre di studentesse e studenti.
Ciascuna squadra ha il compito di sostenere o confutare una tesi proposta dal docente (o dal manuale), esponendo le loro argomentazioni per convincere la giuria della preferibilità della propria posizione.
Lo svolgimento del dibattito segue un protocollo preciso che definisce:
- il numero dei membri di ogni squadra;
- la durata e l’ordine degli interventi;
- I criteri di valutazione.
I protocolli tra cui scegliere sono molti: il dibattito parlamentare, il dibattito “Lincoln-Douglas”, il modello della Patavina libertas (dal motto dell’Università di Padova Universa Universis Patavina Libertas, per sottolineare la libertà di pensiero storicamente concessa dall’Università di Padova a docenti e allieve/i), etc.
Nella guida per l’insegnante abbinata al manuale Musae comites, a cura di P. Fedeli, E. Malaspina e L. Antonelli (Deascuola/Petrini), puoi trovare un utile quadro sinottico dei principali protocolli attualmente in uso.

“Musae comites”, P. Fedeli, E. Malaspina, L. Antonelli, Deascuola/Petrini
Grazie a questa panoramica, potrai scegliere facilmente, di volta in volta, quello più coerente con il tuo stile di insegnamento e più adeguato a soddisfare bisogni educativi delle tue classi.
Il protocollo generalmente utilizzato per le competizioni internazionali e per le Olimpiadi Nazionali di dibattito è il modello noto come “World School Debate”, nato in Australia nel 1988 e ispirato alle discussioni parlamentari inglesi.
Musae comites applica questo protocollo perché si adatta facilmente al nostro contesto scolastico in virtù delle seguenti caratteristiche:
- il numero ridotto dei membri delle squadre,
- la relativa brevità del tempo concesso per ciascun intervento induce a potenziare le capacità di sintesi,
- la possibilità di intervenire con brevi domande di chiarimento induce a praticare l’ascolto attivo.
Le mozioni possono essere comunicate dall’insegnante alcuni giorni prima del dibattito, in modo che studentesse e studenti inizino a prepararsi con un certo anticipo, oppure impromptu, cioè enunciate poco prima di iniziare (solitamente un’ora prima), incoraggiando così i/le dibattenti a basarsi su conoscenze di cui sono già in possesso.
Il mio consiglio è di prediligere la prima modalità soprattutto quando la metodologia è ignota o poco praticata dalle nostre classi, e di optare per la seconda soltanto dopo che la classe ha avuto modo di esercitarsi e impratichirsi.
Ovviamente anche gli argomenti scelti e i criteri di valutazione devono tenere conto delle diverse competenze richieste dai due diversi approcci.
Il tempo a disposizione per preparare le argomentazioni e la possibilità di consultare strumenti bibliografici e sitografia incidono in maniera rilevante sui risultati e sul livello di approfondimento che potremo aspettarci.
Come si svolge un dibattito regolamentato in classe?
Generalmente, il dibattito si svolge di fronte a tre giudici e a un cronometrista, tra una squadra a favore della mozione e una squadra contraria, ciascuna costituita da 3 componenti, cui è bene affiancare una riserva, per un totale di 12 studentesse/i attivamente coinvolti.

“Musae comites”, P. Fedeli, E. Malaspina, L. Antonelli, Deascuola/Petrini
In una classe di 24 studentesse/i, ad esempio, si possono proporre due mozioni sullo stesso macroargomento, e dedicare un’ora al dibattito della prima e un’altra al dibattito della seconda.
Personalmente, sono un po’ anarchica e trovo che il ruolo del cronometrista da solo sia avvilente, perciò preferisco sostituirlo con quello di moderatore e verbalizzatore. Ovviamente tra i compiti del moderatore rientra anche il calcolo delle tempistiche.
Questo per dire che, a scuola come altrove, val più la pratica della grammatica, e il mio invito è a personalizzare le metodologie in base al vostro stile di insegnamento e alle esigenze della classe.

“Musae comites”, P. Fedeli, E. Malaspina, L. Antonelli, Deascuola/Petrini
Perché abituare le nostre classi al dibattito?
Perché ritengo utile abituare le nostre classi al dibattito?
- In primo luogo, perché aiuta a superare la logica dello studio come mero apprendimento mnemonico, rendendolo più motivante e divertente.
- Inoltre, abitua la classe a valutare con maggior discernimento e consapevolezza le fonti e le informazioni che ne traggono.
- Dal punto di vista dell’educazione civica, il lavoro in gruppo per la preparazione del dibattito promuove lo spirito di collaborazione e lo sviluppo di un senso di responsabilità condivisa.
- Senza contare il fatto che questa metodologia offre un’ottima opportunità per imparare ad ascoltare gli/le altri/e e aprire la mente a posizioni diverse dalle nostre, esprimendo le proprie convinzioni in modo rispettoso e costruttivo e gestendo efficacemente eventuali conflitti che dovessero sorgere.
- Infine, la pratica del dibattito consente di interiorizzare facilmente le regole dialettiche, che possono tornare utili nella quotidianità di studentesse e studenti e, un domani, nel mondo del lavoro.
Quali possono essere però le difficoltà che si incontrano in classe? E in che modo Musae Comites può esserci d’aiuto?
Nonostante questi importanti vantaggi, organizzare un dibattito in classe può rivelarsi un’impresa tutt’altro che facile.
Scegliere un argomento che appassioni studentesse e studenti (ma che sia anche pertinente alle nostre discipline di insegnamento), guidarle/i nella risoluzione dei conflitti evitando che il confronto degeneri in una discussione caotica e controproducente, valutare oggettivamente i risultati del lavoro di gruppo,…
Queste sono alcune delle difficoltà che l’insegnante deve affrontare, spesso in completa solitudine.
Ma dove trovo le energie per organizzare un dibattito?
- La prima sfida che il docente incontra è gestire l’aggravio di lavoro che l’organizzazione di un dibattito comporta. Scegliere e reperire le fonti è un compito che richiede tempo, preparazione e concentrazione, e si aggiunge al carico di impegni che quotidianamente dobbiamo svolgere a casa.
Da questo punto di vista, una delle novità più interessanti del manuale di letteratura latina Musae comites è proprio la presenza di una sezione dedicata alla disputatio (Disputatio: verso la disputa classica), che combina apprendimento cooperativo e didattica tra pari per offrire a studentesse, studenti e docenti la possibilità di organizzare un dibattito a regola d’arte.
Questa rubrica propone una gamma di mozioni di natura diversa (di taglio critico-letterario, di argomento storico-politico, di attualità,…) che possiamo proporre alle nostre classi in base all’argomento studiato e/o ai loro interessi.
Ogni mozione è contestualizzata in un paragrafo che approfondisce la questione attraverso alcune letture d’autore.
Nella pagina a fronte troviamo invece una scelta di fonti antiche, medievali, moderne e contemporanee che possiamo leggere e commentare in classe e da cui studentesse e studenti possono prendere le mosse per strutturare le loro argomentazioni.
I brani riportati sono già suddivisi in favorevoli e contrari per agevolarne la comprensione da parte degli studenti. Il repertorio delle fonti, naturalmente, può essere ampliato sia dal docente sia dai gruppi di lavoro, ricorrendo all’antologia di testi digitali associati al manuale (e reperibili su Deaflix).
Queste rubriche possono notevolmente ridurre il carico di lavoro necessario per impostare un dibattito; inoltre, l’insegnante che non ama questa metodologia o ritiene che non si adatti alle sue classi potrà approfittare di questi materiali per lavorare sul testo argomentativo.
Non ho tempo per spiegare Cicerone, figurarsi per la disputatio!
Un altro ostacolo che potrebbe disincentivare il/la docente dall’organizzare dibattiti in classe è quello della scarsità del tempo a disposizione. Sappiamo che le ore riservate alla nostra disciplina sono sempre meno e spesso inadeguate in rapporto alla vastità dei contenuti che desideriamo affrontare.
Come ovviare a questo inconveniente?
La prima volta in cui si svolge un’attività di dibattito in classe è importante che studentesse e studenti siano costantemente guidat* e supervisionat* dall’insegnante.
Tuttavia, a partire già dalla seconda occasione in cui si propone questa metodologia, la maggior parte dell’attività di ricerca e di elaborazione delle argomentazioni potrà essere svolta dalle nostre classi in forma di flipped classroom, cioè in autonomia e in orario pomeridiano, magari anche organizzando riunioni virtuali con i compagni di squadra, in modo da ridurre l’impatto sul monte ore settimanale.
Anziché spiegare tutti i brani antologici attraverso lezioni frontali o dialogate, una parte dei testi dell’antologia potrà essere assegnata per compito ai fini della realizzazione del dibattito, proseguendo così di pari passo con il programma.
Qualsiasi dubbio o difficoltà interpretativa dovesse emergere sarà poi sviscerato e risolto in classe grazie all’aiuto dell’insegnante, realizzando così una sorta di classe capovolta.
Inoltre, se il tempo a disposizione dovesse risultare ancora insufficiente a organizzare tutti i dibattiti proposti dal manuale, si potrà scegliere di utilizzare le rubriche per far esercitare studentesse e studenti nella stesura di testi argomentativi, costruiti a partire dalla mozione proposta e utilizzando le fonti a disposizione.
E se poi invece di lavorare postano su TikTok?
Come ho già scritto, uno degli aspetti più formativi del dibattito è che studentesse e studenti possono essere incentivate/i e supportate/i nell’attività di ricerca e di analisi delle fonti in rete.
Tuttavia, come sappiamo, soprattutto per i/le più giovani è utile iniziare a navigare in un ambiente protetto.
Grazie a Musae comites, le nostre classi possono accedere ai materiali presenti sulla piattaforma Deaflix, dove potranno reperire i materiali necessari senza essere esposti a pubblicità e ad adescamenti, frequentando la rete in assoluta sicurezza.
Ora tocca a te…
Augurandomi di averti dato qualche spunto utile per risparmiare tempo ed energie e per gestire i tuoi dibattiti in modo semplice ma efficace!
Se sei alla ricerca di risorse aggiuntive per supportare le tue classi durante il loro percorso di studio, ti suggerisco di esplorare la piattaforma Deaflix.
In particolare, se cerchi un libro di testo innovativo e affidabile per organizzare una disputatio di letteratura latina, puoi richiedere una copia omaggio di Musae comites, il manuale di letteratura latina di cui ti ho parlato in questo articolo.
Il manuale offre molte altre idee originali e coinvolgenti per organizzare le tue lezioni.
Ti ringrazio per avermi letto fino a qui! Se vuoi approfondire questo argomento, raccontarmi la tua esperienza o confrontarti con altre/i #proffuoriclasse, scrivimi nei commenti o sui social: ti aspetto!


