“Passo moltissime ore sui libri, ma fine giornata mi sembra di non ricordare niente!”
Questa probabilmente è la frase che più spesso mi sono sentita ripetere dalle docenti e dai docenti che ho aiutato a superare il concorso.
Bene, in questo video scopriamo come aggirare questo ostacolo e assicurarci che tutte le ore di studio che dedichi alla preparazione delle prove del concorso docenti 2023/2024 siano davvero efficaci e utili al loro superamento.
La sensazione di non riuscire a immagazzinare nella memoria a lungo termine le informazioni acquisite durante lo studio è in realtà molto più diffusa di quanto non si creda.
Questo accade perché tra colleghi e colleghi insegnanti si prova un certo imbarazzo nell’ammettere di non riuscire a ricordare ciò che si studia, perciò non è detto che, se ti confronti con amiche e amici che si stanno preparando al concorso, tu possa trovare quella solidarietà e quella comprensione che forse ti aspetteresti.
Probabilmente sarebbe diverso se riuscissimo a sfatare questo tabù e ci rendessimo conto che questa sensazione dipende dal fatto che il nostro cervello è progettato per risparmiare energie. Questa forma di energia si traduce anche in spazio mentale, che il cervello deve decidere di dedicare soltanto a ciò che davvero è importante per la sopravvivenza.
Pertanto, è più che fisiologico che il cervello scarti quelle informazioni che non gli sono utili nell’immediato e conservi quelle che sono preziose per la sopravvivenza.
Questo significa forse che non abbiamo speranza di prepararci adeguatamente al concorso?
Certo che no.
Ma come facciamo a convincere il nostro cervello che ricordare le fasi dello sviluppo cognitivo teorizzate da Piaget, o qualsiasi altra teoria psicopedagogica o argomento di ambito informatico, metodologico-didattico, normativo o relativo alla lingua inglese sono effettivamente essenziali per la nostra sopravvivenza?
Scopriamo insieme come convincere il nostro cervello a collaborare con noi invece di boicottarci.
La curva dell’oblio e la tecnica dell’apprendimento distribuito
Hai mai sentito parlare di “curva dell’oblio”? La curva dell’oblio è stata ideata dallo psicologo e filosofo tedesco Hermann Ebbinghaus, il quale aveva appunto rilevato che il nostro cervello tende a dimenticare le informazioni con una rapidità maggiore rispetto a quanto ci aspetteremmo.
Per nostra fortuna, gli studi di Ebbinghaus non si limitano a segnalare il problema, ma propongono anche delle soluzioni efficaci, nello specifico la tecnica dell’apprendimento distribuito e la tecnica della ripetizione dilazionata.
Della tecnica dell’apprendimento distribuito, di come conciliarla con la tecnica del pomodoro e di come applicarla alla preparazione della prova scritta del concorso ti ho già parlato a lungo nel corso che ho realizzato per Docenti e Formazione, perciò non mi dilungherò su questo aspetto in questa sede.
La tecnica della ripetizione dilazionata
In questo post ci focalizziamo invece sulla tecnica della ripetizione o revisione dilazionata.
Grazie ai suoi esperimenti Ebbinghaus scoprì che, introducendo delle ripetizioni delle informazioni strategicamente distribuite nel tempo, la curva dell’oblio si appiattisce e, di conseguenza, conserviamo nella memoria a lungo termine molte più informazioni di quante ne avremmo trattenute senza queste ripetizioni dilazionate.
La tecnica della ripetizione dilazionata, nota anche con la sigla SRS che sta per Space Repetition System, consiste nella ripetizione delle informazioni a intervalli di tempo crescenti.
Facciamo un esempio pratico.
Chiameremo “giorno zero” il giorno in cui studi per la prima volta un nuovo argomento. Il giorno successivo, che sarà quindi il “giorno uno”, ricorderai il 30% delle informazioni. Se il giorno uno introduci una prima ripetizione dilazionata, il giorno due ricorderai il 58% delle informazioni. Il giorno tre introdurrai un’altra ripetizione dilazionata, così il giorno quattro ricorderai il 70% delle informazioni. Il giorno sei introdurrai la terza ripetizione dilazionata, ottenendo così il risultato di ricordare l’80% delle informazioni.
Quindi, se vuoi immagazzinare nella memoria a lungo termine i nuovi argomenti studiati, la chiave è la ripetizione a intervalli di tempo crescenti o ripetizione dilazionata.
Per facilitare il tuo compito, puoi seguire lo schema che ti ho proposto, che possiamo sintetizzare con la sequenza di numeri 0136: una ripetizione il giorno successivo allo studio, un’altra il terzo giorno dopo aver studiato e la terza il sesto giorno dopo aver studiato.
Probabilmente, in questo momento, ti stai chiedendo: “Ma io come faccio a trovare tutto questo tempo per ripassare, se non ho neanche il tempo di studiare? Serviranno ore per fare questo ripasso!”
Ecco, queste sono convinzioni limitanti, e ti spiego subito perché.
Il primo motivo è che se inizi a studiare un argomento nuovo quando ancora non hai assimilato e memorizzato l’argomento precedente, questo genererà soltanto ansia, insicurezza e frustrazione, perché il cervello scarterà le informazioni che aveva faticosamente acquisito studiando il primo argomento per far spazio alle informazioni che stai assimilando sul nuovo argomento e così via, dando vita a un circolo vizioso senza fine che ti lascerà con una preparazione molto lacunosa e insoddisfacente.
Il secondo motivo è che per ripassare in questo modo non sono necessarie ore, in media sono sufficienti dai 5 ai 10 minuti per ogni ora di studio. Se questo non accade e il ripasso ti richiede molto più tempo di quanto io ti ho prospettato, significa che devi lavorare su un metodo di studio più efficace, perché una volta che hai messo a punto un metodo di studio davvero funzionale, vedrai che il tempo necessario a riportare alla memoria le informazioni sarà molto, molto minore e non saranno necessarie tutte le ore che temi di doverci dedicare|
Se ti rendi conto che studiare o ripassare in vista delle prove concorsuali ti richiede troppo tempo rispetto a quello che hai effettivamente a disposizione e senti la necessità di perfezionare il tuo metodo di studi, ti ricordo che su FuoriClasse trovi un’intera playlist dedicata esclusivamente al metodo di studio e che ho affrontato il tema di come calibrare l’approccio allo studio in rapporto alle prove del concorso del 2024 nel corso che ho pubblicato per Docenti e Formazione.
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Se pensi di provare a mettere in pratica la strategia della ripetizione dilazionata fammelo sapere lasciando un commento a questo blogpost. In attesa di sentirti e scoprire com’è andata, ti invito a condividere questo articolo con colleghe e colleghi che pensi possano essere interessate/i. Buono studio!