Concorso Scuola 2023

Concorso scuola 2023/2024 | 3 errori da evitare

Ti stai preparando per il concorso per diventare insegnante? Scopri quali errori evitare per ottimizzare il tuo percorso di studio.

1. La scelta dei libri di testo e dei materiali di studio

Partiamo dal primo errore, di cui mi dichiaro assolutamente colpevole: comprare molti più libri di quanto sia realisticamente possibile studiarne, o addirittura leggerne.

Ricordo come fosse ieri il momento in cui mi sono resa conto che la mole di libri che avevo acquistato per prepararmi al concorso era diventata più un peso che un aiuto. Avevo interi scaffali straripanti di manuali, Bignami e testi vari che mi promettevano di contenere tutto il sapere necessario a superare le prove.

Tuttavia, nella mia frenesia di accumulare manuali e libri di testo per prepararmi, non avevo assolutamente tenuto in considerazione la sproporzione tra il tempo necessario a leggerli tutti, non dico a studiarli, e quello che avevo a disposizione per preparare le prove concorsuali.

Questo in primo luogo perché le date delle prove non si sapevano ancora, soprattutto in una fase iniziale della preparazione, e in secondo luogo perché la mole del programma era così vasta che la pretesa di conoscerlo tutto, e quindi di studiare tutta la bibliografia relativa, era assolutamente irrealistica.

Inizialmente la sensazione che provavo era un misto di curiosità ed eccitazione, ma presto la realtà mi ha colpito come un fulmine a ciel sereno, quando ho realizzato che era impossibile assimilare tutto quel sapere in così poco tempo. E così, gradualmente, ho cominciato a sentire il peso di quei libri sugli scaffali come se lo stessi portando sulle mie stesse spalle. Guardarli era per me un costante promemoria di quanto fossi indietro con lo studio e della mia ignoranza di tutti gli argomenti che avrei desiderato conoscere e che invece non sarei riuscita neanche a sfiorare nel corso della mia preparazione.

Inizialmente, questo piccolo, banalissimo errore mi sembrava tutt’al più una scelta innocua (se non per le mie tasche), dettata dall’entusiasmo e dal desiderio di imparare. Col tempo, però, si è rivelato un gigantesco macigno che mi impediva di procedere lungo il percorso per preparare le prove concorsuali, perché innescava un circolo vizioso fatto di sentimento di sovraccarico misto a senso di colpa, e la frustrazione cresceva a mano a mano che cercavo di coprire tutte le materie.

È stato solo dopo molte notti insonni che ho capito che avrei dovuto fare una scelta coraggiosa ma molto difficile: ho deciso che avrei rinunciato all’ambizione e alla pretesa irrealistica di leggere tutti i libri che avevo acquistato e che mi sarei limitata a studiare quei pochi libri (o addirittura capitoli di libri) che sarei stata effettivamente in grado di leggere e di assimilare nel poco tempo che avevo a disposizione.

Si è trattato di una scelta molto difficile, perché naturalmente mi sembrava sempre di stare rinunciando a studiare qualcosa di fondamentale. Mi sentivo come se fossi dispersa nell’oceano e dovessi scegliere di rinunciare al giubbotto salvagente che mi teneva a galla, ma che mi impediva di nuotare fino a riva.

Capisco quindi se questa scelta ti mette in difficoltà, perché ha messo in difficoltà anche me, ma ho deciso di concentrarmi soprattutto sulla qualità della mia preparazione piuttosto che sulla quantità di libri che potevo leggere senza però trattenere assolutamente nulla di ciò che leggevo.

2. Alla larga dai social!

Ma passiamo ora al secondo errore che spesso commettiamo quando vogliamo prepararci al concorso e che, come vedrai, è strettamente interconnesso al primo, cioè consumare contenuti social in maniera asistematica e casuale.

Mi spiego meglio.

Quando il terrore di non riuscire a studiare e a ricordare tutto prendeva il sopravvento, spesso mi ritrovavo seduta davanti al computer in cerca della soluzione su Internet. La rete, infatti, può dare l’impressione di offrire una quantità straordinaria di informazioni preziose a portata di clic, e talvolta potremmo addirittura pensare che seguire una diretta Instagram, sfogliare un carosello o confrontarci con colleghe e colleghi su Whatsapp, su Facebook o su altri canali social possa costituire un’alternativa efficace allo studio sui manuali, o possa almeno farci risparmiare tempo.

Tuttavia, come spesso accade quando si naviga in rete, il rischio che corriamo è quello di immergerci in un mare di contenuti senza avere una direzione chiara, senza avere un obiettivo di studio e un percorso definito da seguire.

Questo rischia in realtà di farci perdere molto più tempo di quello che stiamo risparmiando. Personalmente, passavo ore a saltare da un contenuto all’altro, perché magari alcuni mi piacevano di più, altri mi piacevano meno, altri ancora mi facevano venire in mente che dovevo approfondire un argomento particolare,… E così via, senza avere una rotta da seguire, senza una strategia chiara, cercando inutilmente di orientarmi nel labirinto digitale.

Sia chiaro, qualcosa ho imparato.

Ma nella maggior parte dei casi si trattava di informazioni frammentate e impossibili da collegare tra loro attraverso un filo logico coerente, e così la preparazione che acquisivo sui social era come un mosaico sconnesso in cui i singoli tasselli di conoscenza non finivano mai per formare un disegno unitario e definito.

E così non solo mi rendevo conto di stare sprecando il mio tempo. Ma la frustrazione cresceva di pari passo con il disordine che tutte queste informazioni creavano nella mia mente.

3. Simulatori e banche dati: quali scegliere?

Il rischio di una preparazione caotica, asistematica e frammentaria è lo stesso che corrono quelle insegnanti e quegli insegnanti che commettono il terzo errore più comune, ossia quello di prepararsi ad affrontare le prove concorsuali esercitandosi soltanto su banche dati e simulatori che contengono quesiti non autentici, inventati esclusivamente per addestrare l’aspirante insegnante a risolvere i quesiti della prova scritta.

Questo, nello specifico, è un errore che personalmente non ho commesso, ma molte delle persone che ho aiutato a superare il concorso mi hanno confessato di aver ceduto talvolta alla tentazione di addestrarsi facendo ricorso a queste banche dati.

Nulla di male di per sé: è sempre una forma di esercizio.

Ma quali sono i rischi di questa strategia?

Il primo rischio, lo abbiamo già detto, è quello di avere una preparazione confusionaria e nozionistica che ci priva dello sguardo di insieme sull’argomento che stiamo studiando.

Ma gli altri rischi sono a mio avviso ben più gravi.

In primo luogo, si rischia di abituarsi a risolvere quesiti che sono diversi, sia dal punto di vista della struttura, sia dal punto di vista dei contenuti, sia dal punto di vista del livello di difficoltà, rispetto ai quesiti veri e propri che dovremo affrontare in occasione della prova scritta, e di trovarci quindi spiazzati di fronte a tutt’altro tipo di quesito.

Il secondo rischio, inoltre, è quello di disperdere le energie a studiare argomenti secondari soltanto perché un quesito di una banca dati mirava proprio su quello specifico argomento, e questo, moltiplicato per le centinaia di migliaia di quesiti che le banche dati contengono, determina un dispendio di tempo e di energia enorme che rischia di allontanarci dagli argomenti essenziali che dobbiamo davvero conoscere del programma.

Ed è proprio per questo che nei video corsi di preparazione alla prova scritta che realizzo per Docenti e Formazione parto sempre dall’analisi della struttura, del contenuto e della categoria di appartenenza di quesiti autentici, cioè di quei quesiti realizzati o commissionati dal Ministero dell’Istruzione e proposti in occasione delle vere prove concorsuali degli anni passati, naturalmente selezionandoli alla luce degli argomenti previsti dalla prova scritta del concorso 2023/2024, che sono quelli che ci interessano oggi.

Soltanto così possiamo avere la garanzia che i quesiti su cui ci stiamo esercitando siano analoghi dal punto di vista strutturale, contenutistico e per quanto concerne il livello di difficoltà a quelli a cui dovremo effettivamente rispondere in occasione della prova scritta del 2024.

Se vuoi saperne di più dei videocorsi che ho realizzato per docenti e formazione, per aiutarti a prepararti efficacemente a superare le prove concorsuali, trovi tutte le informazioni nella descrizione cliccando sui seguenti collegamenti:

🎯I quesiti di pedagogia e psicopedagogia

🔗LINK: https://shorturl.at/apwBP

Il videocorso è progettato per preparare gli aspiranti insegnanti ad affrontare la prima prova del concorso a cattedra, che consta di 50 quesiti a risposta multipla, di cui 25 volti a verificare la conoscenza della pedagogia e della psicopedagogia.

🎯I quesiti di inglese

🔗LINK: https://shorturl.at/ilOWY

Il videocorso è progettato per preparare gli aspiranti insegnanti ad affrontare la prima prova del concorso a cattedra, che consta di 50 quesiti a risposta multipla, di cui 5 volti a verificare la conoscenza della lingua inglese.

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About Irene Gualdo

Mi chiamo Irene e sono un’insegnante di materie letterarie e latino. Terminati gli studi all’università ho conseguito l’abilitazione all’insegnamento e, grazie al concorso ordinario del 2016, ho incominciato a insegnare in un liceo di Roma. Dopo l’abilitazione, mi sono specializzata nelle attività didattiche di sostegno e mi sono addottorata in filologia italiana.

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